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LA BIELLESE E NON SOLO

LA BIELLESE E NON SOLO

Un'altra stagione sta per iniziare, con la benedizione delle prove tecniche delle amichevoli, di tornei vari e le prime gare ufficiali di Coppa. Prima ancora il mercato aveva tracciato e delineato le Rose delle squadre che si misureranno nelle varie categorie. In parallelo, il classico walzer delle panchine. E non solo. In estate, infatti, la principale società presente sul territorio è stata rivoltata come un calzino, o meglio, l'intenzione dovrebbe essere quella.
Alludo alla "La Biellese" che, dopo l'ennesima stagione deludente si è rifatta il trucco, con la speranza di tutti che non sia solo un trucco. Il calcio biellese non ha più bisogno di trucchi, di apparenze o di meteore che si spengono sul nascere. Tanti treni sono passati e da troppo tempo Biella, per loro, è sempre stata una stazione di passaggio. Ora il territorio è  stufo. Leggo malcontenti, polemiche varie frutto di promesse che, regolarmente sono state disattese, tribune vuote o quasi. Se sui bordi dei campi cosiddetti minori ci sono più persone che non al "Pozzo-Lamarmora" c'è più di una cosa che non va e tutti dobbiamo riflettere su questo. E non basta salvarsi con la solita frase .... con tutti i problemi che ci sono ... ecce ecc. La realtà è un'altra e, forse, le risposte le dobbiamo cercare atrove. Pare che la Biella calcistica sia la città dalla memoria corta. A Natale ci si dimentica quello che si era detto ad Agosto e tutto va in fumo. Sotto l'ombrellone si sventolano progetti e dentro al panettone ci trovi poco o nulla. Io non mi metto in coda con chi critica. Ascolto, penso, deduco e, molto umilmente, esprimo un parere che, come tutti i pensieri, possono essere o meno condivisibili.

Voglio dunque soffermarmi su due aspetti che mi hanno fatto riflettere in questi mesi di "sosta forzata" lontano dai campi. Mesi nei quali, oltre a ritagliarmi spazi per studiare e aggiornarmi, ho avuto sicuramente più tempo per pensare.

Il primo riguarda i miei colleghi allenatori che non hanno trovato spazio, almeno nella griglia di partenza, e si trovano senza squadra. Se vado a ritroso nel tempo, faccio fatica trovare una situazione analoga, soprattutto se mi soffermo a leggerne i nomi. Se poi penso che gran parte di loro avevano concluso la passata stagione con ottimi risultati, la fatica aumenta. I nomi li lascio ai lettori ed agli appassionati. Resta il concetto e credo che agli occhi di molti sua perlomeno singolare la situazione appena descritta. Mi auguro vederli presto in campo, il calcio ha bisogno anche delle loro idee!!!

L'altro aspetto su cui vorrei soffermarmi è molto più profondo.  Torno alla "La Biellese" del neo Presidente e amico Luca Rossetto a cui mando un grande in bocca al lupo per l'ardua impresa in cui si sta cimentando.
E di impresa trattasi. É pur vero che quando devi ricostruire tutto o quasi spesso non sai da dove iniziare. E allora iniziamo dalla rimozione dell'articolo "La" dal logo. Sarà banale, ma non si può vedere. Poi facciamo riflessioni più profonde che passano da concetti indissolubili.

BIELLESE - PERSONE - TERRITORIO - RISORSE

Se si vuole crescere bisogna anche avere l'umiltà di ascoltare e aver voglia di imparare, tramite il confronto. Abbiamo grandi personaggi biellesi che fanno calcio in tutta la nostra penisola, da anni e bene. Non voglio far torto a nessuno e mi scuso già fin d'ora se dimentico qualcuno, ma un breve elenco non guasta.

Tra i Dirigenti Capozucca, Di Battista, Turotti ...

Se penso ad Allenatori la mente va a Granai, Prina, Zanchetta, Brando, Gilardino. Spalla ....

Sul versante Preparatori Atletici Disderi, Bortolan, Sigolo ...

E poi non vanno trascurati o, peggio ancora, accantonati  il pensiero, la testimonianza e la grande esperienza dei Dirigenti della Biellese che fu, Ferrero su tutti.

Bene, mi piacerebbe vederli riuniti in una tavola rotonda per imparare da loro come si fa calcio. Per capire come mai a 40 km di distanza ci sono due realtà in Serie B e a Biella ci sarà il derby di Eccellenza con la Fulgor Ronco Valdengo !!!  Magari uscirebbe il discorso legato alle strutture, alla valorizzazione del territorio, al lavoro di scouting, non finalizzato al "rubarsi" ragazzini bensì far crescere i giovani in realtà diverse dagli attuali impianti di Via Valle d'Aosta. Per fare questo ci vuole il coinvolgimento dell'Amministrazione della Città e non solo, a condizione che non sia finalizzato al concedere un mero contributo finanziario fine a se stesso. Bisogna fare in modo che siano le strutture a diventare l'elemento trainante del progetto attraverso idee, idee e ancora idee!!! Rossetto è un ottimo e preparato manager. Non ho dubbi che nel tempo ascolti le "voci del calcio e del territorio". Così facendo, oltre al grande Manager che è, diventerà anche il Presidente che a Biella manca da tempo e che città e tifosi meritano. La stoffa c'è. Il tempo ci dirà che abito nasce.

Non prendetela come polemica, la mia. I miei sono spunti e nulla più, dettati dalla passione che mi lega al calcio e dalle emozioni che ho ancora dentro per aver avuto l'onore di entrare negli spogliatoi del "Pozzo" come allenatore. Sono dinamiche complesse e vanno esplorate attentamente, per non continuare a fare danni.
Perchè un danno alla Biellese rappresenta un danno per tutto movimento calcistico biellese.
E di danni Biella non ne vuole più, e neanche se li merita !!!

Il Filosofo

Pubblicato il : 03.09.19

ALLENARE Professione? Missione? Passione? Emozioni? Sacrifici?

ALLENARE Professione? Missione? Passione? Emozioni? Sacrifici?

E' difficile "collocare" in una giusta dimensione il termine ALLENARE.

Sicuramente, per quanto mi riguarda, iniziare la strada che ti mi ha portato a stretto contatto con ragazzi di ogni fascia di età è stata la grande passione per questo sport e l'anno che verrà sarà il 19°.Quasi un quarto di secolo passato a raccontare il mio calcio, fatto di valori prima ancora che di aspetti tecnici e tattici che devono essere sviluppati senza mai perdere di vista il rispetto per gli altri, il forte senso di appartenenza ad un gruppo, l'onore di indossare la maglia che rappresenta la Società in cui militi che, ogni anno, infonde tempo, risorse economiche e umane per far si che tanti ragazzi possano fare sport. Ecco che allora si mescolano in una grande alchimia professione, missione, passione che, attraverso tanti sacrifici, si tramuta in forti emozioni vissute ogni stagione.

PERCHE' BISOGNA SEMPRE DARE UN SENSO

ALLE COSE  CHE SI FANNO...

...PERCHE' NON C'E' CALCIO ...

... SENZA EMOZIONI !!!

Il Filosofo 

pubblicato il : 24.05.2013

primo giorno di pubblicazione del sito

VINCERE O COSTRUIRE ?

VINCERE O COSTRUIRE ?

L'interrogativo è anche la scelta che ogni Allenatore si pone all'inizio di ogni stagione agonistica. Allenare pensando al proprio "IO" (avendo quindi come pensiero predominante la propria immagine) oppure allenare avendo in testa un percorso formativo con i Ragazzi che la Società mette a disposizione del Tecnico? Senza ombra di dubbio la seconda soluzione è quella che prediligo ed è stato anche il motivo conduttore del mio cammino nel fantastico e, al tempo stesso, complesso mondo del pallone.

La SFIDA più grande è quella che porta a COSTRUIRE

COSTRUIRE comporta maggiori attenzioni sui campi di allenamento ed in partita, più spirito di sacrificio da parte dello Staff Tecnico, maggior equilibrio mentale nell'accettare i momenti difficili della stagione che inevitabilmente si presentano sul cammino

COSTRUIRE non è da vedersi in antitesi al VINCERE

E VINCERE non significa aver portato a casa i tre punti della gara. VINCERE vuol dire accettare anche e soprattutto le sconfitte, prendere coscienza che anche attraverso gli insuccessi si possono fare grandi passi avanti nel processo di crescita dei singoli giocatori, dei singoli reparti e dell'intera squadra.

E alla fine chi COSTRUISCE ... ha già VINTO !!!

Questo deve, a mio avviso, essere un grande monito anche per le Società che, a volte, lasciano poco tempo ai loro Tecnici per COSTRUIRE, anteponendo il concetto legato al VINCERE .!!!

Il Filosofo 

pubblicato il : 24.05.2013

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